Corsi di Tango a Napoli
foto tango napoli

__________Corsi per principianti__________

Chi non conosce il fascino del tango alzi la mano!

 

Il ballo principe tra quelli sudamericani nasce come forma condannata, nella seconda metà del ‘800 in Argentina, tra Buenos Aires e Montevideo – zone allora in piena espansione -  e da lì si è presto diffusa a tutto il mondo. 

 

Inizialmente basatosi sull’improvvisazione, ha nel tempo assunto una lunga serie di movimenti catalogati, ma sempre rimasti all’insegna di caratteristiche come la sensualità e la passionalità.

 

Il ritmo si differenzia in tre grandi aree: il tango, la Milonga e il Tango Vals.

 

Anche qui la base di partenza, sono gli afroamericani: unitisi alla massa di immigrati poverissimi provenienti dai quattro angoli del mondo, letteralmente stipati in squallidi appartamenti creati dal nulla nei sobborghi dell’allora nascente capitale dell’Argentina, hanno creato una nuova fusione di ritmi etnici, ingrediente principale del tango.

 

Come per i più moderni rap e jazz, i motivi principali delle canzoni erano la perdita delle illusioni che li avevano spinti a giungere fin lì, la povertà, la fame, la solitudine, ma anche i sentimenti forti ed esasperati che nascevano (e nascono tuttora)  nell’animo di chi non ha nulla se non le proprie emozioni.  L’uomo incatenato dal bisogno e dall’oppressione, torna libero nell’espressione della musica e del canto:  il secondo pieno complemento della prima.

 

E nel crogiolo della fusione arrivano i Gauchos con le loro canzoni popolari che si uniscono all’Habanera spagnola, a sua volta ibridatasi con le danze caraibiche. Un mix esplosivo soprattutto se si pensa al focolaio di costumi liberi nel quale si diffonde, cioè il porto di Buenos Aires. Qui troviamo  il terzo pilastro della genesi del Tango, il Candombè, la tipica danza caratteristica dei neri, in cui le coppie danzano separate ma vicinissime, imitando in modo esacerbato, sensuali movimenti pelvici.

 

Con la prima Guerra Mondiale e lo sdoganamento della sessualità, il Tango ha il via libera per approdare in Europa e di lì in tutto il mondo, creando scompiglio nella buona borghesia europea e nella puritana società nordamericana che condanna le movenze audaci della nuova danza.

 

La quale, a sua volta, conquista la base popolare. In questa fase, si accentua il lato drammatico e malinconico del Tango ma anche gli elementi “esterni” che fanno perdere sensualità e lo imprigionano in schemi figurativi a volte troppo stretti.

A tutt’oggi i campionati mondiali di Tango, disciplina vera e propria, sono tra gli eventi che maggiormente appassionano il grande pubblico, sia per la particolarità della musica, mai esageratamente compulsiva, ma ancor di più per la grazia del movimento dei ballerini che sembrano volare in un vortice di movimenti incentrati sull’eterno corteggiamento: una serie di figure che richiamano l’ancestrale dominazione del maschio sulla femmina anche in virtù del fatto che la regola base, dalla quale hanno poi preso vita i vari stili, resta sempre la stessa, l’uomo guida la donna che asseconda il movimento.

Ma nella fusione dei passi e dei movimenti, una sola cosa è certa.:

....il tango non è uomo, né donna. E’ Tango.

 

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